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Nuntio Vobis
mar
11
2019
Annunci Parrocchiali
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Scritto da Redazione
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lunedì 11 marzo 2019 |
"Lo trascinarono fuori della città"
6 Marzo: Mercoledì delle ceneri: giorno di digiuno e astinenza. Il frutto delle nostre rinunce di tutto questo tempo lo potremo deporre nel cestino la domenica della solidarietà, secondo le indicazioni della Caritas diocesana.
S. Messe con imposizione delle sante ceneri:
a S. Vincenzo ore 8.30
in Chiesa Madre ore 9.30-18.00-20.00
8 Marzo, Venerdì
Ore 19:15 in Chiesa madre Liturgia di inizio Quaresima.
10 Marzo: I Domenica di Quaresima
11 Marzo, Lunedì
Ore 19:15 Catechesi Comunitaria guidata dal prof. Beppe Micunco sul tema: "La Chiesa tra sofferenze e bellezza".
13 Marzo, Mercoledì
Ore 16:30 Pellegrinaggio con le altre parrocchie del nostro vicariato a Bari in Cattedrale per onorare la B.V. Maria Odegitria.
15 Marzo, Venerdì
Ore 19:15 in Chiesa Madre Via Crucis animata dai ragazzi della fascia sacramentale.
16 Marzo, Sabato
Pellegrinaggio Giovani e Famiglie in Cattedrale.
19 Marzo, Martedì: Solennità di S. Giuseppe - Festa del papà
S. Messe nella Chiesa omonima, ore 7,30-9,00-11.00-18:30
Ore 19:30 Processione con l'immagine del santo per le vie del paese.
22 Marzo, Venerdì
Ore 19:15 Via Crucis cittadina dalla Chiesa madre animata da Giovani e Giovanissimi
(Le 14 croci in questa Quaresima saranno collocate nella zona surd- verso Altamura, dove si terrà la Via Crucis)
23 Marzo, Sabato:
Uscita Vicariale a Napoli, dove incontreremo un gruppo di ragazzi tolti dalla strada del quartiere Sanità e che hanno dato vita ad un'associazione "PARANZA". Seguirà la visita alle catacombe e al Cristo velato.
24 Marzo: III Domenica di Quaresima.
Giornata in memoria dei missionari martiri. Giornata di digiuno e preghiera.
25 Marzo, Lunedì
Ore 19:15 in Chiesa Madre: Liturgia Penitenziale Comunitaria. I sacerdoti del vicariato saranno a disposizione per le Confessioni.
26 Marzo, Martedì:
Ore 19:30 Catechesi vocazionale per ragazzi di II, III Media e Giovanissimi, guidata da don Pierpaolo Fortunato, Rettore del Seminario Arcivescovile di Bari.
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mar
09
2019
Riflessioni
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Scritto da Redazione
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sabato 09 marzo 2019 |
Ascolta la Parola (Lc 4, 1-4.13)
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo"»... Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Medita in silenzio
Il Vangelo della prima domenica di Quaresima ci invita a sostare nel deserto, a svuotarci di quanto riempie la nostra vita, fossero anche bisogni basilari (il pane!), per ricalibrare l'esistenza, alla luce della Parola. Sì, perché abbiamo bisogno di parole portatrici di senso, che nutrano il cuore... Ma per coglierle (ed accoglierle) è necessario il silenzio. In ebraico "deserto" si dice midbar, che significa: luogo dove non ci sono esseri viventi, luogo dove non ci sono parole. Partiamo da lì, dal deserto, per riscoprire la forza del silenzio, primo grembo in cui sperimentare l'accoglienza del nuovo che irrompe nella storia: Dio. E se ci disorienta il suo arrivare in punta di piedi, ci rassicuri il fatto che per primo ha percorso la nostra precarietà, mostrandoci che prima di agire bisogna sostare, svuotarsi, scoprire di cosa ha fame e sete veramente il nostro cuore.
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mar
06
2019
Riflessioni
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Scritto da Angela Fariello
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mercoledì 06 marzo 2019 |
di don Marco Gasparini
Oggi è il primo giorno di Quaresima e la Chiesa, da buona madre, ne ha fissato l'inizio
il mercoledì delle Ceneri con una pedagogia ben precisa.
Apparentemente questa manciata di polvere - creata dai rami di ulivo avanzati la domenica delle Palme dell'anno scorso e poi bruciati - è un segno di morte e di finitudine, in realtà svela la possibilità di un nuovo inizio.
Infatti la parola d'ordine «conversione» - che scandirà i prossimi quaranta giorni - ci dice che l'uomo vecchio, quello che purtroppo continua a essere dentro di noi, deve cedere il passo all'uomo nuovo. Così Dio vuole distruggere tutto ciò che in noi sa di peccato, di stantìo, di malsano, di anti evangelico, per renderci più simili a Cristo, capaci di spendere la vita per amore.
La Quaresima, allora, non è un tempo di costrizione o di sofferenza. È un tempo di preparazione seria alla Pasqua, questo sì, ma non triste. Stando così le cose, è più importante quello che Dio vuole fare per noi che non quello che noi possiamo fare per lui, è più centrale la grazia che l'ascetica, sebbene l'una non escluda l'altra.
Proprio da ciò nascono quegli impegni che Gesù ci consegna oggi nel Vangelo che ascolteremo a Messa.
La preghiera, innanzitutto. Pregare apre il cuore a Dio affinché nella comunione con Lui riusciamo a scoprire che cosa di bello riserva la sua vita per la nostra.
Saper trovare del tempo per dare fiato a questa sorta di amicizia è possibile facendo un po' di silenzio con il Vangelo sotto gli occhi oppure andando a Messa (oltre la Domenica) una volta durante la settimana, o magari andandoci a confessare più spesso. Anche prendere in mano il Rosario non è poi così male.
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mar
05
2019
Riflessioni
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Scritto da Angela Fariello
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martedì 05 marzo 2019 |
La Chiesa benedice oggi le ceneri, ricavate dai rami benedetti nella domenica delle Palme dell'anno scorso,
per imporle su ognuno di noi.
Chiniamo quindi le nostre teste, e nel segno delle ceneri riconosciamo tutta la verità
delle parole rivolte da Dio al primo uomo:
«Ricordati! polvere tu sei e in polvere tornerai».
(Giovanni Paolo II)
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feb
17
2019
Riflessioni
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Scritto da Angela Fariello
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domenica 17 febbraio 2019 |
di Sara Manzardo
Fonte: CORXIII
Le chiese sono vuote, ma noi giovani abbiamo sete di Dio: la sfida più grande è, oggi,
quella di contagiare i nostri coetanei con la bellezza della fede...
Fammi vedere in che cosa credi veramente, e ti dirò chi sei.
La sfida più grande per noi giovani cristiani è, oggi, quella di contagiare i nostri coetanei con la bellezza della fede. Il fatto che le chiese siano vuote - soprattutto di under 40 - non è colpa dell'insensibilità e della superficialità delle nuove generazioni, quanto piuttosto di un modo sbagliato, superficiale e non abbastanza efficace che fino ad ora è stato adottato per mostrarci che è bello credere, è bello vivere la Chiesa, è bello trovare il senso della propria vita.
Scriveva don Oreste Benzi: "guai a me se non predicassi il Vangelo, perché priverei gli uomini dell'incontro con Gesù". Credo sia questo il motivo che dovrebbe muoverci nel testimoniare la gioia del Risorto.
Le chiese sono vuote, ma noi giovani abbiamo sete di Dio, sete di infinito, sete di significato.Ecco allora che testimoniare la fede tra i nostri coetanei diventa una priorità, una sfida avvincente che avrà l'entusiasmo di scoprire il "perché" questi giovani si avvicineranno alla pienezzaattraverso la nostra amicizia e la nostra vita, senza l'ansia di contare "quante" persone abbiamo trascinato con la forza in parrocchia.
Sì, perché da una parte ci sono le religioni, che vanno in cerca di seguaci e magari rischiano di diventare settarie. Dall'altra c'è la fede che non guarda i numeri ma i cuori. E la fede in Gesù è per tutti gli uomini e le donne del mondo, è una fede che forma cercatori d'oro, che hanno capito dove sta la pienezza della vita e vogliono raccontarlo a tutti.
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